• Direzione&GestioneSi tratta di corsi rivolti al management delle imprese sociali di comunità sia a livello operativo che di quadri intermedi, con lo scopo di potenziare le specifiche competenze gestionali ed operative.Leggi tutto

  • Sviluppo&InnovazioneSono proposte formative orientate a sviluppare le competenze strategiche e tecnico operative necessarie per la promozione dello sviluppo delle imprese sociali di comunità, sia per quanto riguarda gli aspetti d’impresa...Leggi tutto

  • SicurezzaFra gli obblighi e le indicazioni fornite dal Testo Unico per la Sicurezza sul lavoro, di primaria importanza sono quelle che riguardano la formazione per la sicurezza nei luoghi di lavoro. Leggi Tutto

  • ServiziSi tratta di servizi integrativi alla proposta formativa vera e propria, ed hanno lo scopo di esplorare la domanda ed il bisogno formativo espressa da una organizzazione e di promuovere la progettazione specifica attorno ad eventuali peculiari domande.Leggi tutto

Ti racconto una storia

Spesso si sente parlare di storytelling in rapporto alle più moderne strategie di marketing e comunicazione. Come se raccontare una storia per comunicare un valore fosse una cosa nuova, prettamente moderna. Invece, le storie si scrivono dall'alba dei tempi e funzionano ancora nello stesso modo.

Si raccontano le storie per smuovere emozioni, suscitare sentimenti di emulazione e di immedesimazione; per condurre al centro di universi immaginativi seducenti, il cui richiamo possa originare il desiderio di condivisione, appartenenza, riproduzione, continuità.

Il marketing non fa altro che adottare conoscenze antiche, abitudini e attitudini radicate da tempo immemore nella vita di ogni giorno, per la generazione di nuovi miti e di nuovi riti. Si racconta il valore delle cose per condurre ad aderire ad esse. Raccontare per convincere, il meccanismo è elementare. Grazie alle storie si riesce a riportare ad un senso unitario il molteplice, il diverso, il caos. Si tramandano credenze e coordinate di pensiero condivisi da una intera comunità.

Si propone un modo di guardare, di rendere manifesto e comprensibile ciò che accade. Si sconfessa con Arianna la paura del minotauro, intrecciando fino all'alba, come Penelope, il filo narrativo degli eventi, piccola scia luminosa che orienta e conduce nella narrazione perpetua della storia.

Solo dall'esodo può emergere un significato, un senso, una motivazione pregnante e significativa. Le storie sono importanti perché raccontano di un tempo e di un luogo in cui si è un compiuto un destino.. ognuno di noi ricerca un senso unitario nella sua vita.

 

POTENZA MITICA

Se conserviamo tanto intensamente i ricordi passati è perché la loro memoria, la condivisione di una storia, amplifica la percezione dei legami vissuti. La vicinanza con le persone. Solo il riconoscimento di un’origine comune ci fa sentire completi.

Le nostre radici provengono da un tempo lontano come ogni storia ambientata in un luogo e in un tempo imprecisato. Ogni germoglio è la prosecuzione e al conte

mpo un nuovo inizio nel continous narrativo.

Le storie vengono raccontate ciclicamente, in occasione delle feste, delle sagre, delle ricorrenze. Questo permette di imprimere nella memoria collettiva un patrimonio di pratiche, conoscenze e valori condivisi.

La ripetizione riconduce il cambiamento costante della vita entro un flusso narrativo ordinato e comprensibile di eventi. L’incertezza spaventa e disorienta. Le storie sono sempre state una bussola nel tempo: ci accompagnano e ci consolano anche nei momenti più bui.

Vengono raccontate al crepuscolo dai saggi, dagli adulti ai bambini fino a quando non si addormentano. È la formula ipnotica delle parole a condurre dolcemente al sonno soave, profondo, imperturbato.

Sono un elemento fondamentale di ogni forma di aggregazione, appartenenza, unione sociale. Attraverso il racconto di definiscono le caratteristiche comuni.

 

POTENZA VISIVA

Le immagini non hanno bisogno di nessuna traduzione, sfruttano un linguaggio universale, il linguaggio della sensibilità.

Il loro contenuto non è mai completamente esplicabile e proprio per questo il linguaggio visivo è tanto efficace: consente di esprimersi in modo semplice, sintetico e immediato.

Si riescono a trasmettere sentimenti ed emozioni comprensibili da tutti. Si offre un'esperienza in primo luogo sensibile. Le sensazioni sono la nostra fonte primaria di conoscenza.

Senza, i nostri concetti sarebbero ciechi e il mondo circostante rimarrebbe muto. Diceva Aristotele: «Tutti gli uomini per natura tendono al sapere. Segno ne è l’amore per le sensazioni»

Si «amano le sensazioni per se stesse, anche indipendentemente dalla loro utilità». Le sensazioni sono per noi una fonte inesauribile di curiosità: Per questo motivo il loro richiamo è tanto persuasivo e pervasivo.

Imparare a raccontare per immagini non è solo una scorciatoia; è un modo molto efficace e sofisticato di suggerire libere associazioni, squarciare la tela per moltiplicare gli stimoli, aggiungere nuove dimensioni, dare luogo a un’esperienza sempre più articolata, ricca, complessa.

 

POTENZA SONORA

«La natura (fortunatamente) ha messo a disposizione degli esseri umani una gran quantità di informazioni ridondanti per mezzo di più sensi» lo si legge tra le pagine di una nota conversazione filosofica incentrata sulla cecità.

Così è possibile ascoltare il rumore del mare, sentire la brezza trasportata dall’oceano accarezzare il proprio viso nudo, morbido, vigile; assaporare il profumo dell’aria circostante per dedurre e immaginare la forma dello spazio tutto intorno.

I sensi sono intimamente intrecciati. La costruzione del senso di orientamento, delle forme e della consistenza dello spazio in cui transitiamo è per molti versi indipendente dal singolo funzionamento di ogni senso particolare.

La possibilità di mettere in comunicazione le diverse sensazioni, di richiamare nuove esperienze sensoriali è un aspetto fondamentale di ogni racconto. Ogni storia è riuscita quando è capace di stimolare la nostra immaginazione per trasportarci liberamente altrove.

Raccontare storie di solidarietà, di diritti e di comunità vive e pulsanti; ma anche storie di dolore, di disagio, di denuncia. Ma a che scopo? Le ragioni sono diverse, a cominciare dalla volontà di offrire visibilità e cornici di interpretazione più adeguate e realistiche per storie spesso relegate ai margini. Storie che hanno il desiderio di essere raccontate per quello che sono realmente, con la loro capacità di costruire realtà e di farvi immergere un pubblico sempre più ampio, per fargli conoscere nuove situazioni, immedesimarsi in altri soggetti e percepire nuove prospettive. 

 

Se ti è piaciuto questo articolo condividi subito! per saperne di più partecipa al primo incontro dedicato a tutti i cantastorie del non profit: antonio martella e francesca panaioli ti raccontano come raccontare la tua storia con un occhio di riguardo per la realtá delle cooperative sociali.

24 settembre, via ermanno barigozzi 24, milano.

Ti aspettiamo! per info, prezzi & iscrizioni visita la nostra pagina fb: https://www.facebook.com/events/239836090056348/ oppure scrivici a: formazione@scuolaimpresasociale.org

Corso di alta formazione in Economia civile, impresa responsabile e finanza sostenibile. Polo Lionello Bonfanti, Figline e Incisa Valdarno, novembre 2018 • marzo 2019

Il corso di alta formazione analizza il paradigma dell’Economia civile nei suoi aspetti principali, introduce i partecipanti alla figura dell’imprenditore e del manager civile, sia in via teorica sia avvalendosi di testimonianze e di “case study” e trasferisce un insieme di categorie concettuali, quali le organizzazioni come ‘sistema aperto’ per il bene comune, la responsabilità ‘civile’ di impresa, il ruolo della finanza, utili a vivere le organizzazioni come uno strumento di civilizzazione del mercato.

 

Il corso si rivolge:

  • a coloro che nelle organizzazioni, nelle imprese, nella pubblica amministrazione ricoprono, a vari livelli, ruoli di responsabilità e di coordinamento;

  • a studiosi e appassionati di scienze economiche e sociali;

  • a coloro che vivono la dimensione lavorativa e la cittadinanza attiva come veicoli di fioritura sociale e in rispostaad una dimensione di senso personale.

 

  • Modalità di svolgimento delle lezioni

Ogni singolo corso specialistico si svolge in tre giorni consecutivi: giovedì pomeriggio, venerdì e sabato mattina. Ogni modulo avrà la durata di n.16 ore

 

  • Iscrizione sulla piattaforma SOFIA - Possibilità di utilizzo del bonus docente MIUR (carta del docente)

Il personale del comparto scuola può iscriversi al corso tramite la piattaforma SOFIA e provvedere al pagamento dell’iscrizione tramite la Carta del Docente.

Le iniziative formative promosse dalla SEC sono riconosciute dal MIUR (Direttiva MIUR 170/2016).

La partecipazione ai corsi di formazione contempla il diritto all’esonero dal servizio nei limiti previsti dalla normativa.

 

La SEC, in qualità Ente accreditato presso il M.I.U.R. ai sensi della Direttiva 170/2016, può erogare formazione in favore di Imprese, Aziende e Dirigenti che aderiscono ai Fondi interprofessionali.

 

  • Modalità di svolgimento delle lezioni

Il corso di alta formazione si svolgerà presso la sede della SEC (Polo Lionello Bonfanti, Figline e Incisa Valdarno-Firenze).

 

  • Ospitalità e accoglienza

Varie soluzioni e convenzioni disponibili. Contattare la segreteria per maggiori informazioni.

 

  • Programma:

Primo Modulo

L’IMPRESA E L’IMPRENDITORE CIVILE

8-9-10 novembre 2018

Secondo Modulo

LA RESPONSABILITÀ ‘CIVILE’ D’IMPRESA E LA SUA VALUTAZIONE

13-14-15 dicembre 2018

Terzo Modulo

IL MANAGEMENT CIVILE

17-18-19 gennaio 2019

Quarto Modulo

LE ORGANIZZAZIONI COME “SISTEMA APERTO”: LE AFFINITÀ ELETTIVE

TRA ORGANIZZAZIONI E TERRITORIO PER IL BENE COMUNE

14-15-16 febbraio 2019

Quinto Modulo

FINANZA ETICAMENTE ORIENTATA

7-8-9 marzo 2019

 

  • Per informazioni e prenotazioni: 

Dott. Leonardo Brancaccio 

Segretario Generale

tel. 380/150.95.45 

dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 13.00 

segreteria@scuoladieconomiacivile.it

www.scuoladieconomiacivile.it

la XVIII edizione de “Le Giornate di Bertinoro per l’Economia Civile”

Per una piena comprensione del concetto di sviluppo, almeno due sono le dimensioni da tenere in considerazione: quella economica, da un lato, e quella socio-relazionale, dall’altro. La ricombinazione di questi aspetti, che determina il percorso di sviluppo di un paese, è influenzata da tre pilastri su cui incidono i cambiamenti strutturali in atto: il lavoro umano, la democrazia e l’etica pubblica.

Per comprendere pienamente le trasformazioni in corso, è necessario riflettere sulle caratteristiche e le modalità di azione della IV Rivoluzione Industriale e sul ruolo ricoperto dalle cd. tecnologie convergenti. Queste ultime, infatti, stanno dettando il passo in particolar modo rispetto alle dinamiche in ambito lavorativo, incidendo sia sull’esigenza di ripensare le competenze necessarie per poter dare risposte adeguate ad un mondo (quello del lavoro) che sta attraversando una profonda trasformazione, sia rispetto al tema disoccupazione, parzialmente incentivata dal fatto che ad un forte avanzamento tecno-scientifico non corrisponde un’altrettanta riflessione etica sul tema della divisione del lavoro e delle nuove mansioni che ne derivano.

Per far fronte a tali problematiche esistenti oggi nel mondo del lavoro e fare in modo che le tecnologie diventino uno strumento in grado di garantire nuova occupazione, è necessario ricentrare il dibattito sul fatto che il lavoro sia non un mero diritto bensì un bisogno umano fondamentale. Ciò significa ripensare il lavoro rispetto alla sua funzione di senso originaria, cioè garantire l’autorealizzazione personale. Duplice è, infatti, la capacità del lavoro di garantire libertà alla persona: da un lato, attraverso la sua dimensione “acquisitiva”, che dice del possesso del potere di acquisto che deriva dall’avere una occupazione (libertà nel lavoro); dall’altro, attraverso la sua dimensione “espressiva”, che mette a valore le caratteristiche della persona, permettendo in tal modo di raggiungere la sua autorealizzazione (libertà del lavoro). Perseguire la concretizzazione di quest’ultima dimensione oggi significa mettere a frutto l’aspetto positivo della IV Rivoluzione Industriale, ovvero far sì che l’utilizzo delle nuove tecnologie convergenti crei nuovi spazi per lavori in grado di generare (e non solo redistribuire) nuovo valore aggiunto, superando i trade-off etici generati da una scorretta applicazione delle tecnologie al mercato del lavoro, ossia: la creazione di un modello neo-consumerista; la crescita di nuove povertà; la restrizione degli spazi di libertà dei cittadini.

La sfida cui la XVIII edizione de “Le Giornate di Bertinoro per l’Economia Civile” vuole contribuire è quella di riflettere su quali condizioni siano necessarie per garantire un’autentica libertà del lavoro attraverso l’uso delle tecnologie convergenti, sul ruolo che i modelli organizzativi (associativi, cooperativi, …) basati sulla promozione di beni relazionali possono giocare per valorizzarne il contributo alla dimensione economica del nostro paese e su quale assetto la democrazia oggi deve assumere per rispondere alle sfide in atto.

 

SONO APERTE LE ISCRIZIONI ALLA XVII EDIZIONE

PER PARTECIPARE COMPILA LA SCHEDA ONLINE!

 

Organizzatore/Trice Di Eventi Culturali: Corso Gratuito

Organizzato da Consorzio SIS, Mestieri Lombardia, Consorzio Comunità Brianza con Bloom, delleAli teatro ed Ex Filanda.

Il percorso ha l’obiettivo di fornire le competenze e le conoscenze base necessarie per gestire e programmare l’organizzazione di un evento culturale, in tutte le sue fasi.

Il corso si rivolge a chi cerca un approccio iniziale al mestiere dell’organizzatore culturale ed è gratuito per persone disoccupate (aderendo a Dote Unica Lavoro di Regione Lombardia).

Nell’ambito del corso saranno trattate tematiche connesse all’organizzazione di eventi - con particolare attenzione alle aree della musica, del teatro e del cinema - ai mercati di riferimento, agli aspetti di budgeting e sostenibilità, al rapporto con la pubblica amministrazione, alla comunicazione e promozione, alle norme ed alla sicurezza e al rapporto con gli artisti e le rispettive agenzie.

Il percorso sarà completato da un’open class, nelle giornate di sabato, in cui sarà possibile ascoltare le testimonianze di organizzatori culturali di fama internazionale.

La faculty del corso è costituita da docenti ed esperti di primo piano nella scena della produzione culturale a livello locale, nazionale ed internazionale, sia nell’ambito della produzione indipendente che in quella più mainstream.

Al termine del percorso d’aula si potrà, eventualmente, accedere ad un tirocinio.

Il corso ha durata di 96 ore complessive, strutturate in moduli giornalieri mattutini della durata di 4 ore ciascuno; avrà avvio a partire dal 9 ottobre 2018 per circa 6 settimane e si terrà presso il Bloom a Mezzago (MB), in via Eugenio Curiel 39.

In base alle richieste dei partecipanti si valuterà la possibilità di organizzare un servizio navetta dalle stazioni di Vimercate e Carnate per raggiungere la sede del corso.

Il corso è gratuito per disoccupati aderendo a Dote Unica Lavoro.

Saranno inoltre disponibili alcuni posti -a pagamento- per persone non disoccupate.

Al termine del percorso sarà rilasciato un attestato di partecipazione e la certificazione delle competenze acquisite.

Iscrizioni entro 30 settembre 2018

Per informazioni, verifica stato di disoccupazione ed iscrizioni:

tel. 342 7717 098 (mattina)

e-mail formazione@bloomnet.org

web www.bloomnet.org

web www.exfilanda.it

Allegati: 

“RICETTA MILANO” L’INTEGRAZIONE IN UN PRANZO DAI MILLE SAPORI

Sarà l’evento conclusivo del Festival “Insieme senza muri” al via il 20 maggio. Il 23 giugno al Parco Sempione sarà apparecchiata una tavolata lunghissima per accogliere tutti gli ingredienti di una città il cui motto è “milanesi si diventa”. Piatti da condividere e raccontare con chi nel capoluogo lombardo è nato o è arrivato. E l’anteprima sono le cene condivise ideate dall’associazione Kamba

Esiste una ricetta capace di abbattere tutti i muri? A Milano sono convinti di sì. Ne sono così sicuri che al Parco Sempione il 23 giugno apparecchieranno una tavolata lunghissima per poter accogliere tutti i sapori e gli ingredienti di una citta “senza muri”, Milano appunto. Un pranzo aperto a tutti i milanesi, di nascita o di adozione, invitati a portare il piatto dell’infanzia da condividere con gli altri partecipanti per celebrare il carattere aperto, accogliente e internazionale di una città il cui motto è “milanesi si diventa”. Parafrasando il titolo di un musical di successo “Aggiungi un posto a tavola…” quella che viene proposta è un’iniziativa chiamata “Congiungi un posto in tavola” ed è la “Ricetta Milano” ideata dall’associazione Kamba con il Comune di Milano e la direzione creativa di Paolo Iabichino e con il contributo di centinaia di soggetti cittadini.

La tavolata del 23 giugno sarà il grande evento cittadino che chiuderà simbolicamente “Insieme senza muri”, il festival – in programma dal 20 maggio al 23 giugno organizzato dall’assessorato alle Politiche sociali del Comune di Milano – dedicato al tema dell’integrazione. Un evento corale della città allestito per accogliere gli ospiti provenienti da tutti i mondi e comunità della città, dalle multinazionali al mondo dell’artigianato, dalle startup ai centri di ricerca, dalle scuole alle social street, dai centri di accoglienza dei richiedenti asilo agli studenti Erasmus, dalle comunità straniere alle associazioni e alle famiglie

«Il progetto ruota attorno al concetto di Milano città aperta, accogliente, internazionale che, grazie alla migrazione interna, nell’ultimo secolo ha saputo proporsi come motore economico e culturale d’Italia», spiega Emanuela Vita, presidentessa e fondatrice di Kamba: «Milano è una delle città italiane che meglio ha risposto all’emergenza migranti negli ultimi anni. Le geografie dei partecipanti e le ricette dei piatti tesseranno la trama per una narrazione di Milano come città dall’identità permeabile, che riflette su se stessa e celebra il proprio carattere: perché “Milanesi si diventa”».

Esiste una ricetta capace di abbattere tutti i muri? A Milano sono convinti di sì. Ne sono così sicuri che al Parco Sempione il 23 giugno apparecchieranno una tavolata lunghissima per poter accogliere tutti i sapori e gli ingredienti di una citta “senza muri”, Milano appunto. Un pranzo aperto a tutti i milanesi, di nascita o di adozione, invitati a portare il piatto dell’infanzia da condividere con gli altri partecipanti per celebrare il carattere aperto, accogliente e internazionale di una città il cui motto è “milanesi si diventa”. Parafrasando il titolo di un musical di successo “Aggiungi un posto a tavola…” quella che viene proposta è un’iniziativa chiamata “Congiungi un posto in tavola” ed è la “Ricetta Milano” ideata dall’associazione Kamba con il Comune di Milano e la direzione creativa di Paolo Iabichino e con il contributo di centinaia di soggetti cittadini.

La tavolata del 23 giugno sarà il grande evento cittadino che chiuderà simbolicamente “Insieme senza muri”, il festival – in programma dal 20 maggio al 23 giugno organizzato dall’assessorato alle Politiche sociali del Comune di Milano – dedicato al tema dell’integrazione. Un evento corale della città allestito per accogliere gli ospiti provenienti da tutti i mondi e comunità della città, dalle multinazionali al mondo dell’artigianato, dalle startup ai centri di ricerca, dalle scuole alle social street, dai centri di accoglienza dei richiedenti asilo agli studenti Erasmus, dalle comunità straniere alle associazioni e alle famiglie

«Il progetto ruota attorno al concetto di Milano città aperta, accogliente, internazionale che, grazie alla migrazione interna, nell’ultimo secolo ha saputo proporsi come motore economico e culturale d’Italia», spiega Emanuela Vita, presidentessa e fondatrice di Kamba: «Milano è una delle città italiane che meglio ha risposto all’emergenza migranti negli ultimi anni. Le geografie dei partecipanti e le ricette dei piatti tesseranno la trama per una narrazione di Milano come città dall’identità permeabile, che riflette su se stessa e celebra il proprio carattere: perché “Milanesi si diventa”».

«Ricetta Milano vuole essere un processo partecipativo già sperimentato a Milano a partire da Expo Milano 2015 con il progetto “Le cene di Kamba”. Ogni commensale offre il suo piatto dell’infanzia, quello dal quale si sente più rappresentato, ne racconta la storia agli altri commensali e ascolta quella dei vicini attivando così un processo di scambio intimo. Simbolo della giornata sarà proprio la “schiscetta”, il portavivande iconico del boom economico milanese, che è parte integrante della storia e dei processi sociali della città. L’empatia sarà protagonista, parteciperanno anche dei testimonial, personaggi del mondo dello spettacolo, della cultura, della moda, del design che, pur non essendo nati a Milano, rappresentano la città in Italia e nel mondo», conclude Emanuela Vita.
L’associazione Kamba nel 2016 ha ricevuto dal Comune di Milano il premio come migliore pratica cittadina nell’ambito della Food Policy per il progetto Kamba Food. Cuore e il motore delle attività dell’associazione sono i corsi di formazione professionale di alta cucina afro, volti a far emergere le potenzialità dei ragazzi migranti e richiedenti asilo, aiutandoli nel percorso di integrazione oltre che nella valorizzazione delle loro identità

Online sul sito di “Ricetta a Milano” è possibile non solo aderire alla tavolata del 23 giugno, ma anche segnalare la propria disponibilità a ospitare una cena a partire dal 21 maggio o rendersi disponibili come volontari sia per il festival sia per l’evento di Parco Sempione.

Articolo: Pubblicato su vita.it

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